
Gestire correttamente la catena del freddo è l’unica garanzia – oltre che un obbligo! – che la consistenza e il sapore della materia prima rimangano integri dal magazzino alla tavola. E sotto la lente d’ingrandimento c’è proprio tutto il mondo dell’ittico.
Tutto inizia dal momento in cui la merce varca la soglia del tuo locale: devi assicurarti che il pesce arrivi a una temperatura non superiore ai -18°C. Ogni minuto passato a temperatura ambiente durante il controllo della merce è un rischio: trasferisci immediatamente i prodotti nei conservatori, evitando di sovraccaricarli per permettere all’aria fredda di circolare liberamente tra le confezioni. Ricorda di applicare sempre la logica del FIFO (First In, First Out): chi prima entra, prima esce, per garantire una rotazione costante e annullare gli sprechi.
La scongelazione protetta
L’errore più comune che può rovinare il tuo investimento è la fretta. Non cedere mai alla tentazione di scongelare il pesce sotto l’acqua calda o, peggio, a temperatura ambiente sul banco di lavoro. Questi metodi favoriscono la proliferazione batterica e distruggono le fibre muscolari, rendendo il pesce stopposo. Il metodo corretto prevede il passaggio dal freezer al frigorifero (+2°C/+4°C), all’interno di un contenitore forato appoggiato su una bacinella di raccolta. Calcola sempre i tempi: un filetto può richiedere dalle 12 alle 24 ore per una scongelazione perfetta e sicura.
Preparazione e cottura
Una volta scongelato, il pesce deve essere trattato come se fosse fresco: va cucinato entro 24 ore e non deve mai, per nessuna ragione, essere ricongelato. Prima della cottura, tamponalo con carta assorbente per eliminare l’umidità in eccesso.
Tabella dei tempi di scongelamento (in grigorifero a +2°/+4°C)
Filetti di pesce bianco (orate, branzini, merluzzo): richiedono mediamente dalle 10 alle 12 ore. Trattandosi di carni delicate, una scongelazione lenta evita che le fibre si sfaldino durante la cottura.
Tranci di grandi dimensioni (tonno, pesce spada): necessitano di circa 18-24 ore. Data la densità e lo spessore della polpa, è fondamentale questo intervallo temporale per evitare che il cuore del trancio rimanga gelato mentre l’esterno è già a temperatura.
Crostacei (gamberi, mazzancolle, scampi): sono pronti in 8-10 ore. Essendo di piccole dimensioni, il processo è più rapido, ma va prestata massima attenzione al drenaggio dei liquidi per evitare l’annerimento delle teste.
Molluschi cefalopodi (polpi, seppie, calamari): richiedono tra le 18 e le 24 ore. Il freddo agisce positivamente sulle fibre di questi prodotti rendendole più tenere, quindi una sosta prolungata in frigorifero ne migliora la resa finale.
Il consiglio di Ristopiù Lombardia: appena il prodotto risulta flessibile al tatto ma ancora molto freddo, è il momento ideale per la lavorazione!
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